sabato, 01 marzo 2008
Ci sono idee che a prima vista possono sembrare emerite vaccate, ma  a una seconda...anche.
Verso la ventesima volta che ci ripensi, però, cominciano a piacerti tantissimo, e ti chiedi come abbia fatto l' umanità ad andare avanti senza fino a oggi

Una idea di questo tipo è DIN-INK, dei designer italiani Andrea Cingoli, Paolo Emilio Bellisario, Cristian Cellini e Francesca Fontana, vincitore del concorso "DINING IN 2015", indetto da MACEF e Designboom; un prodotto di una semplicità disarmante, ossia dei tappi per BIC capaci di trasformare una penna a sfera in una forchetta, un cucchiaio o un coltello.


dinink3

Utilità del progetto? Beh, diciamo che alcune volte, mentre in università mi rimpinzo con il "sano" cibo della Bovisa (Sempre più ironici!! Avanti così!!), ho sentito la mancanza delle posate; un blister come questo potrebbe essere la soluzione ideale, il problema per me sarebbe trovare una Bic non troppo mangiucchiata nel mio astuccio (ho questo piccolo difetto...), in modo da poterla usare.


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"Turn your favourite office tool from your desk in a common cutlery...this is din-ink. A set of pen caps that replaces the normal pen cap during lunch time! All caps are made by annually renewable resources to be 100% biodegradable and atoxic, warranting the best alimentary use. Dispensing each set in a compostable packaging the whole set is designed to respect the environment. Now give your office ballpoint pen a good excuse to be gnawed by your teeth: use them for din-ink."

Spero solo di non dover mai prendere appunti mentre sto mangiando con questi tappini; il rischio inchiostro nel pasto e conseguente figura di merda sarebbe davvero dietro l' angolo...

Alla prossima ciambella
designed by: GCoDe at 01/03/2008 02:57 | Permalink | commenti
le ciambelle col buco
sabato, 12 gennaio 2008
Cari (e sempre più numerosi) lettori di questo blog, mi scuso a nome di tutti e tre per la scarsa participazione a questo imponente strumento mediatico in quest'ultimo periodo. Tuttavia siamo stati "leggermente" impegnati con una "piccola" e "poco faticosa" consegna del Lab. di Sintesi Finale. (Se ci si potesse cibare dell'ironia non ci sarebbe più la fame del mondo ! - bella questa frase, mi sa che me la segno!)

Ma eccoci tornati in grande stile per presentarvi una perla per la nostra rubrica delle Ciambelle col buco, ovvero tutti quei prodotti che forse una qualche utilità o un qualche senso ce l'hanno, ma quale questo possa essere è ignoto ai più (noi compresi.)

Ecco in cosa mi sono imbattutto girando per il web:

                   

Abbastanza impressionante direi! Per chi non avesse capito (io l'ho dovuto vedere 3 volte), il marchingegno funziona come una normale lama rotante, con la differenza che è elettrificata (a bassissima tensione ovviamente) e il flusso elettrico è controllato da un processore. Quando la lama tocca un materiale organico (qui non mi è molto chiaro), che forse provoca lo scaricamento a terra della corrente o forse ha un assorbimento tarato su quello del corpo umano, il processore riconosce l'anomalia e il meccanismo interviene come si vede.
E' raro che mi sbilanci ma mi sembra davvero un'idea ottima e la immagino anche in Lab. Modelli da noi in università, dove il conteggio di morti e feriti sembra non finire mai!


Alla prossima ciambella!
designed by: ganjaboss at 12/01/2008 21:26 | Permalink | commenti (1)
le ciambelle col buco
giovedì, 22 novembre 2007
Woooow..siamo ubriachi fradici da giorni per festeggiare il superamento della fatidica soglia delle 1000 visite...c'è da dire (e ci siamo presi malissimo pensandoci  ) che almeno 900 di queste visite le abbiamo fatte noi per capire come funziona il blog..

In ogni caso, bando alle ciance, ed eccoci arrivati ad un momento assai toccante, che tanti di voi staranno sicuramente aspettando da tempo (per tanti di voi intendo ovviamente mia nonna, mia madre...ok, mi fermo qui che è meglio..).

Oggi si inaugura una nuova rubrica:  Le ciambelle con il buco


Come prima ciambella vorrei presentarvi l'orologio "Tempo libero" della Swatch, anno 1994/1997, design by Bruno Munari.

"L'ora che vogliamo noi, a ogni nostro gesto": è questa l'idea che sta dietro al progetto, l'ultimo della carriera di Munari. img10062883357


Dodici piccoli dischi con i numeri delle ore sono posti tra due vetri davanti al quadrante e si possono muovere liberamente a ogni movimento del polso: ciò contribuisce a sfaldare completamente la concezione del tempo...
Ideale per chi è sempre in ritardo, per chi vive con la testa perennemente fra le nuvole, per chi vive la vita attimo dopo attimo.








Tra l'altro, a onor di cronaca, vi comunico che è in corso una sfida tra i tre componenti del blog per aggiudicarsi questo fantastico prodotto (ebay vive delle disgrazie altrui)...e dato che il post è mio  vi prometto che vincerò!

ps ora che ci penso la cosa divertente è che non vedo l'ora di prenderlo, ma mi sa tanto che, anche se ci riuscirò, non la vedrò neanche dopo...

A presto
designed by: Dordovic at 22/11/2007 14:18 | Permalink | commenti
le ciambelle col buco