venerdì, 26 ottobre 2007
Qualche giorno fa (domenica scorsa) sono andato al cinema a vedere l'ultimo lavoro della Pixar, l'ormai celebre Ratatouille, storia del piccolo topo (o ratto) Remy e di un umano, l'aspirante chef Linguini.


Dal punto di vista tecnico, che è quello che ci interessa, il film presenta una qualità davvero mai vista: i modelli 3D, anche se apparentemente semplici (devono dare l'apparenza di un cartone animato), possono essere tranquillamente utilizzati per dare vita a delle scene fotorealistiche.

I passi da gigante compiuti sono notevoli dal primo (e indimenticabile) Toy Story fino al penultimo Cars, passando per Nemo e Monsters & Co.
Però con quest'ultimo film vi è stato un mix della più alta qualità nell'ambiente 3d: la fisica è stata ulteriormente sviluppata ed è stata gestita in maniera più o meno realistica a seconda se la scena doveva avere una parvenza più o meno comica; l'illuminazione degli interni è ai livelli massimi, come anche quella degli esterni (la scena con Parigi illuminata offre la suggestiva che il regista di certo s'aspettava), anche la resa dell'acqua, per quanto ai fini della vicenda fosse marginale è stata implementata molto (di qualità spaventosa la scena della caduta
nelle fogne).





Il vecchio "Toy Story"













                        Una scena di Toy Story, 1995                                                       Una scena di Ratatouille, 2007



Sicuramente con gli anni a venire ci saranno ulteriori miglioramenti, ma la mia povera mente, ancora affascinata dalla resa del pelo dei topolini, non riesce proprio a immaginare quali possano essere. Davvero complimenti!



designed by: ganjaboss at 26/10/2007 16:27 | Permalink | commenti (1)
venerdì, 26 ottobre 2007

Benvenuti ad un nuovo esilarante capitolo della rubrica “la lordata della settimana”.

Oggi torniamo leggermente indietro nel tempo e vi presentiamo un prodotto della Sawaya e Moroni, esposto al salone del mobile 2006.

BDIVDIVMO0604SAWNOEND


NO END di Jakob e McFarlane, è un divano, quasi un abitacolo, che esprime la complessità dei progetti spettacolari di architettura. La scocca è costituita da una griglia a moduli prismatici in metallo (e come direbbe Rocky Balboa: “non fa male!”), che si piega in modo da formare un alveo accogliente (certo, certo). L’imbottitura è costituita da un puzzle di triangoli (a sto punto perchè non delle piramidi di acciaio?), rinforzati da un’anima rigida e rivestiti in pelle, che evidenziano il pattern della scocca, creando una nuova tipologia di capitonné geometrico”.

 




Il divano si chiama No End, ma vi posso assicurare che una fine esiste, ed è anche molto dolorosa per chi  si siede o si corica sopra, per non parlare di chi la notte è abituato a gironzolare per casa con la luce spenta.

La struttura della seduta, dove sporgono i moduli metallici a spigoli più vivi di quanto uno pensi, è stata progettata appositamente e accuratamente per arrivare perfettamente all’altezza del ginocchio. Fantastico (provare per credere).
Inutile dire che se si parla di bambini la questione degenera.

 

A conclusione di questo capitolo, questo vorrei fare un piccolo test:

1) Alzino la mano tutti coloro che si sono fatti male in soggiorno. Ok.

2) Ora alzi la mano chi, tra questi, si è fatto del male intenzionalmente. Bene.

3) Infine alzino la mano quelli che, pur di farsi del male fisico, sarebbero disposti a spendere circa 41.000 euro. Perfetto.

Ora avete capito perché questo splendido divano dal costo esagerato (ma forse è meglio così) ha venduto 2 esemplari fino ad ora: il primo a Jucas Casella, il secondo ai produttori di Jackass.

Arrivederci alla prossima lordata.

designed by: Dordovic at 26/10/2007 15:48 | Permalink | commenti (2)
le lordate
domenica, 14 ottobre 2007
DESIGNsbiutto vi da il benvenuto a questa sezione del blog, dove per qualche riga saremo vittime di un flusso di sincerità, virtù abbastanza rara nel mondo del design.

La prima vittima è una "originale provocazione" di Toyota, chiamata "Rin concept" e presentata al salone di Tokio 2007.



              ToyotaRinConcept_1         ToyotaRinConcept_2


"La Toyota Rin concept è stata pensata per trasmettere serenità e benessere ai passeggeri (cominciamo bene direi), attraverso l’uso di luce e colore. Si spiega quindi la linea poco convenzionale (poco convenzionale????), l’illuminazione del cruscotto che varia con lo stato d’animo ed i battiti cardiaci del guidatore (ah,il contabattiti pure qua mi mancava) attraverso sensori nello sterzo (avete presente il volante della Play?). Le portiere scorrono lateralmente ed hanno pannelli inferiori trasparenti, per osservare la strada che scorre sotto alla vettura." (via autoblog.it)


Una domanda nasce dalla contemplazione di questo capolavoro, e non è "Qual'è il dietro e qual'è il davanti?" ma è "A cosa serve?"

Che sviluppi ci possono essere da una specie di vasca da bagno cromoterapica con le ruote? Sarà ibrida, leggera e comfortevole, ma se questo è il futuro, diamoci tutti da fare per crearne uno migliore.

Arrivederci alla prossima lordata

designed by: GCoDe at 14/10/2007 16:30 | Permalink | commenti (4)
le lordate
domenica, 14 ottobre 2007
Un breve filmato su come mascherare abilmente e velocemente le proprie nefandezze; dedicato a tutti quelli che prendono in mano la matita per la prima volta e non sanno cosa disegnare...








A chi non avrebbe fatto comodo alle scuole medie??
designed by: ganjaboss at 14/10/2007 13:53 | Permalink | commenti (2)
giovedì, 11 ottobre 2007
Con l'inzio del secondo anno della Laurea Magistrale al Politecnico di Milano (informazione di base per i neofiti di questo blog), iniziano anche i quesiti esistenziali da parte degli studenti e di tutti i non addetti ai lavori:

1. Perchè tutta la programmazione didattica viene affrontata come una sorte di spettacolo dove la chiave di lettura viene svelata solo alla fine per non rovinare la suspance?

2. Perchè l'80% delle informazioni circola tramite passaparola o mediante voci di corridoio più o meno attendibili?

3. Perchè nonostante non faccia le ore piccole mi addormento costantemente durante le lezioni?

4. Perchè il nostro docente di Illuminotecnica del Laboratorio di Sintesi Finale (mica pizza e fichi) è il clone di Gigi Sammarchi, componente del compianto duo pseudocomico meglio noto come Gigi e Andrea?




    <    vs      >



Differenze? Davvero poche, entrambi hanno la medesima capacità di farmi ridere...

Chi sa parli...abbiamo bisogno anche del vostro aiuto...
designed by: ganjaboss at 11/10/2007 23:26 | Permalink | commenti
lunedì, 08 ottobre 2007

Popolo del design, se anche voi come noi condividete la paura di terminare in bellezza la vostra carriera, lavorando come cassieri al Bennet, vi invitiamo a seguirci in questa avventura, che ci porterà a scoprire il perché il designer sia considerato il vero mestiere più antico del mondo.

Un mestiere che ci porta a trasformare le nostre scarse conoscenze in una serie di discorsi complessi, privi di fondamento e dal linguaggio ricercato. Con non poca soddisfazione possiamo fornirvene un esempio:

 

“Sbiutto rappresenta il nostro modo di pensare, come reazione al design autoreferenziale di questi ultimi tempi, che ha rinunciato al contatto e all’osservazione del quotidiano per chiudersi in una gabbia di snobismo e ipocrita raffinatezza dove i consumatori sono diventati numeri sulle relazioni degli esperti di marketing.”

 

Questo stralcio apre una riflessione, ovvero: si può parlare per ore e ore senza avere nulla da dire? Ovviamente sì e questo blog ne è la conferma.

Vi invitiamo perciò a godervelo con moderazione e responsabilmente; se ne abusate fatevi accompagnare a casa da un amico.

Può avere effetti collaterali quali nausea, vomito, impotenza, dissenteria, scabbia, morbillo, vaiolo e nei casi più gravi un’irrefrenabile voglia di iscriversi allo IED. Tenere lontano dalla portata di ingegneri e architetti.

 

Buon divertimento!

 

us

 

designed by: ganjaboss at 08/10/2007 16:23 | Permalink | commenti (1)